Radon nei luoghi di lavoro

A cura della Redazione

Il radon è un gas radioattivo di origine naturale, incolore, inodore e insapore, generato dal decadimento dell'uranio presente in quantità variabili nelle rocce e nei terreni della crosta terrestre. Proprio per le sue caratteristiche fisiche, il radon non può essere percepito dall'uomo senza l'ausilio di specifiche misurazioni strumentali.

Il terreno costituisce la principale sorgente di radon negli edifici, il gas può penetrare all'interno degli ambienti attraverso crepe nelle fondazioni, giunti strutturali, attraversamenti di impianti, intercapedini, cavità o altri punti di discontinuità tra edificio e terreno. All'aperto tende a diluirsi rapidamente, mentre negli ambienti confinati può accumularsi fino a raggiungere concentrazioni significative, determinando un potenziale rischio per la salute delle persone esposte.

Anche alcuni materiali da costruzione possono contribuire, seppur generalmente in misura minore, alla presenza di radon negli ambienti interni. Ulteriori apporti possono derivare dalle acque sotterranee utilizzate per uso domestico o industriale.

Le concentrazioni più elevate si riscontrano generalmente nei locali interrati e seminterrati, in quanto maggiormente a contatto con il terreno. Tuttavia, valori significativi possono essere rilevati anche ai piani superiori, soprattutto in edifici con particolari caratteristiche costruttive o in aree caratterizzate da elevata presenza di uranio nel sottosuolo. I livelli di radon all'interno degli edifici sono influenzati da numerosi fattori, tra cui:

  • caratteristiche geologiche del sito;
  • permeabilità del terreno;
  • tipologia costruttiva dell'edificio;
  • stato di conservazione delle strutture;
  • presenza di impianti di ventilazione;
  • condizioni meteorologiche;
  • abitudini di utilizzo e aerazione dei locali.

Negli ultimi anni l'attenzione nei confronti del radon è notevolmente aumentata, sia a livello internazionale sia nazionale, in considerazione delle evidenze scientifiche che ne hanno dimostrato la correlazione con l'insorgenza del tumore polmonare. Attualmente il radon rappresenta la principale sorgente di esposizione della popolazione alle radiazioni ionizzanti di origine naturale e costituisce una delle più importanti problematiche ambientali negli ambienti indoor.

Sebbene il radon sia spesso associato agli ambienti domestici, la sua presenza può rappresentare un'importante criticità anche nei luoghi di lavoro.

L'esposizione professionale riguarda principalmente i lavoratori che operano in ambienti chiusi situati a contatto con il terreno, quali locali interrati, seminterrati, archivi, depositi, magazzini, impianti industriali, uffici ubicati al piano terra e numerose strutture aperte al pubblico.

In Italia la concentrazione media di radon indoor è di circa 70 Bq/m3 (Iss, 2010), quasi il doppio del valore medio mondiale di 40 Bq/m3 (UNSCEAR, 2008). Sulla base dei dati attualmente disponibili si stima che in Italia:

  • le abitazioni con concentrazione di radon superiori a 200 Bq/m3 siano circa 800.000;
  • i luoghi di lavoro con livelli di radon maggiori di 300 Bq/m3 siano circa 200.000, anche se non si ha un quadro esaustivo dell’intero territorio nazionale (PNAR, 2024).

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